E’ MEGLIO CONTENERE IL CONSUMO DI PESCE?

E’ MEGLIO CONTENERE IL CONSUMO DI PESCE?

Sì, le autorità sanitarie raccomandano di non mangiarne più di 2 volte alla settimana (un pesce grasso come il salmone ed uno magro come il nasello). Perché? perché la sua polpa rispecchia l’acqua in cui vive : vi si ritrovano le molecole tossiche. Per primo il metilmercurio (MeHg) : ad alte dosi è tossico per il sistema nervoso centrale del feto e del bambino, nel quale potrebbe rallentare la crescita. L’ANSES stima che le concentrazioni abituali non rappresentano alcun pericolo. Ma le donne incinte o che allattano ed i bambini in tenera età non dovrebbero consumare il pesce spada,  il pescecane, il marlin, il sili o la lampreda e non più di una volta alla settimana : il tonno, la rana pescatrice, il pesce lupo, l’anguilla, l’ippoglosso, la triglia, il luccio, l’orata o lo storione. Altri veleni : i PCB (idrocarburi) e le diossine che si accumulano nel grasso dei pesci sono a rischio cancerogeno e perturbatori del sistema endocrino. E’ opportuno diffidare dalle specie che ne accumulano maggiormente : anguilla, barbi, pesce d’acqua dolce, carpa, pesce nero. Secondo l’ANSES, un adulto può mangiarne due volte al mese, ma le donne incinte o che allattano ed i bambini solo una volta ogni due mesi. Limitandone così il consumo e variando le specie, i benefici sarebbero superiori ai rischi.

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d3

D3 Complex è un’ associazione di vit. D naturale di origine animale (D3) e di olio d’oliva bio varietà Belice, molto ricca di vit.E naturale (alfa tocoferolo) e squalene, stimolante del sistema immunitario. Questa associazione facilita l’assorbimento della vitamina D.

L’insufficienza di vit.D genera osteoporosi, sarcopenia, riduzione del rendimento muscolare e della propriocettività, alterazione delle funzione cognitive e aumento del rischio di cadute (anziani).

La vit. D3 consente di avviare, a livello genetico, la produzione di sostanze anti-microbiotiche. E’ stato scritto che possiede delle proprietà analoghe a quelle di un “antibiotico naturale”.

I casi di carenza di vit.D sono estremamente frequenti in tutte le fasce d’étà ma sopratutto dopo i 65 anni e prima dei 12 anni.

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